Stoccaggio di energia pulita, "Un maxi impianto al confine tra Messico e Usa"
13-12-2010
Via libera a un progetto da circa 3 miliardi di euro per la realizzazione di un impianto di stoccaggio dell’energia pulita da 1 GW. Accadrà nella Bassa California, Messico nord-occidentale, al confine con gli Stati Uniti.
Il Messico si lancia nello stoccaggio dell'energia pulita
Il progetto, sviluppato dalla Rubenius, attiva nelle fonti rinnovabili e nelle smart grid, è stato annunciato la settimana scorsa dal presidente messicano, Felipe Calderón, nel corso del vertice sul clima di Cancun.
Riuscire a catturare l’energia del vento e del sole, in maniera da poterla erogare quando richiesto, per soddisfare i picchi della domanda, sopperendo all’intermittenza di queste fonti energetiche, che spesso ne inficia l’enorme potenziale. E' una delle grandi sfide energetiche del futuro, che vedrà il Messico in prima fila grazie al progetto concepito dalla Rubenius, società con sede a Dubai.
L’obiettivo è realizzare nei prossimi 5- 7 anni, a partire dall’anno prossimo, un mega impianto, composto da batterie a sodio e zolfo, rivolto alle imprese produttrici di energia da fonti rinnovabili, che qui potranno “parcheggiare” i surplus prodotti per poi immetterli nella rete quando ce n’è bisogno.
A questo scopo, la società ha già acquistato un terreno di 140 ettari nei pressi di Mexicali, capitale dello stato messicano della Bassa California (Messico nord-occidentale, al confine con gli Stati Uniti) . “L'immagazzinamento dell'energia è il modo più intelligente per ridurre veramente a zero le emissioni delle energie rinnovabili, che attualmente hanno bisogno di una certa quantità di energia di backup: per esempio le soluzioni più diffuse per l’energia eolica quando cala il vento sono tutte basate sui combustibili fossili. L'immagazzinamento dell'energia potrà risolvere questo problema”, ha spiegato Calderón nel corso di un suo intervento alla Conferenza Onu sul clima di Cancun.
Il sito è stato scelto per la sua posizione all'interno di un distretto tecnologico transfrontaliero: l'impianto servirà sia il Messico sia gli Stati Uniti, che proprio in quella zona stanno sviluppando grandi progetti di energia solare. Per questo la Rubenius progetta anche di stabilire una fabbrica in Messico, mentre un centro di ricerca e sviluppo...
Riuscire a catturare l’energia del vento e del sole, in maniera da poterla erogare quando richiesto, per soddisfare i picchi della domanda, sopperendo all’intermittenza di queste fonti energetiche, che spesso ne inficia l’enorme potenziale. E' una delle grandi sfide energetiche del futuro, che vedrà il Messico in prima fila grazie al progetto concepito dalla Rubenius, società con sede a Dubai.
L’obiettivo è realizzare nei prossimi 5- 7 anni, a partire dall’anno prossimo, un mega impianto, composto da batterie a sodio e zolfo, rivolto alle imprese produttrici di energia da fonti rinnovabili, che qui potranno “parcheggiare” i surplus prodotti per poi immetterli nella rete quando ce n’è bisogno.
A questo scopo, la società ha già acquistato un terreno di 140 ettari nei pressi di Mexicali, capitale dello stato messicano della Bassa California (Messico nord-occidentale, al confine con gli Stati Uniti) . “L'immagazzinamento dell'energia è il modo più intelligente per ridurre veramente a zero le emissioni delle energie rinnovabili, che attualmente hanno bisogno di una certa quantità di energia di backup: per esempio le soluzioni più diffuse per l’energia eolica quando cala il vento sono tutte basate sui combustibili fossili. L'immagazzinamento dell'energia potrà risolvere questo problema”, ha spiegato Calderón nel corso di un suo intervento alla Conferenza Onu sul clima di Cancun.
Il sito è stato scelto per la sua posizione all'interno di un distretto tecnologico transfrontaliero: l'impianto servirà sia il Messico sia gli Stati Uniti, che proprio in quella zona stanno sviluppando grandi progetti di energia solare. Per questo la Rubenius progetta anche di stabilire una fabbrica in Messico, mentre un centro di ricerca e sviluppo...