sabato 2 aprile 2011

Centrale al torio

Ma come avviene il processo all'interno di una centrale di questo tipo? Il torio non è un materiale fissile, cioè allo stato naturale non è radioattivo e non "si accende" da solo. Secondo lo studio condotto da Rubbia, è necessario bombardarlo con un fascio di protoni prodotti all'interno di un acceleratore di particelle. Questo provoca un trasmutazione del materiale grezzo che diventa uranio 233, un isotopo non esistente in natura e fortemente radioattivo. Con 100 chili di torio se ne ottengono 120 di materiale fissile. Il vantaggio che viene maggiormente apprezzato in questi tempi è quello relativo alla sicurezza: il flusso di neutroni verso le barre di torio può essere interrotto in qualsiasi momento qualora i parametri si allontanassero dai livelli consentiti, permettendo così lo stop della reazione e il raffreddamento del nucleo. Le scorie radioattive possono essere "bruciate" in 500 anni. E poi produrrebbe quantità minime di plutonio, rientrando così all'interno degli standard di non proliferazione nucleare rispetto ai reattori nucleari convenzionali. L'unica difficoltà risiede negli alti costi dell'acceleratore di protoni.

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